Idee in gioco : quando la natura incontra l'urbanizzazione

Al giorno d’oggi sempre più bambini crescono “intrappolati” tra televisione, playstation e tablet, tutti strumenti in grado di catalizzare fortemente la loro attenzione. La tecnologia, le nuove tendenze nell’ambito dell’educazione, la maggior spinta alla competizione, insieme con le ansie dei genitori, hanno posto forti limiti al gioco infantile. Ci sono studi che dimostrano come i bambini di oggi giochino circa otto ore in meno rispetto a un decennio fa. Possiamo, dunque, continuare ad accettare questo approccio funzionalista che riduce il gioco ad una semplice attività modulare? La risposta è ovviamente no. Sempre più spesso la tendenza è quella di creare aree gioco “in blocco”; il problema di questo tipo di parco gioco a moduli è soprattutto la scarsa immaginazione prevista nel suo utilizzo, che è sempre univoco e prescrittivo (lo scivolo va salito dalle scale, e non contromano).

Secondo molti esperti di architettura del verde presto i moderni parco giochi diventeranno sempre più delle vere e proprie attrazioni per la comunità, offrendo una duplice funzionalità: ludica per i bambini ed estetica per un paesaggio urbano in costante mutazione. Nei nuovi orientamenti pedagogici l’ambiente stesso si configura come una risorsa educativa, e molti spazi verdi di città e scuole si trasformano per assolvere a questa funzione ludico – didattica.

Dall’osservazione di alcuni bambini che giocavano nell’area di un cantiere dopo la chiusura, l’architetto danese Sørensen trae ispirazione per creare una tipologia radicalmente nuova di area gioco: l’adventure playground, nel quale i bambini hanno a disposizione materiali e strumenti per auto costruirsi le proprie capanne, inventarsi i propri giochi o semplicemente la possibilità di manipolare a loro piacimento gli elementi naturali, come acqua, terra e sabbia. La possibilità di manipolare attrezzi e materiali svolge un ruolo importantissimo nella crescita, soprattutto nella fase dagli 8 ai 13 anni che corrisponde anche a quella in cui i bambini sono meno presi in considerazione nella progettazione di spazi (perché troppo turbolenti ed esigenti rispetto ai più piccoli), che corrisponde anche alla cosiddetta “età delle bande”, nella quale assume grande importanza il gioco esplorativo e di avventura.

Ed è cosi che la progettazione delle aree gioco cambia totalmente. Le pavimentazioni, ad esempio, diventano una tela bianca su cui poter lasciare libera l’immaginazione: si può trasformare la gomma colata in un percorso per i tricicli per insegnare ai bambini le regole della strada, oppure in un simpatico labirinto tutto da scoprire!

 

Untitled design1

I pannelli diventano lavagne interattive dove è possibile insegnare al bambino le operazioni di algebra, a contare, o a giocare a tris.

Pannelli

Tra gli urbanisti comincia a diffondersi la consapevolezza che il playground è un modello che deve essere profondamente rimesso in discussione. Alcuni studi sull’utilizzo delle aree gioco tradizionali dimostrano come i bambini praticano le attività previste sulle attrezzature standard per non più di 10 minuti, mentre un’attività di gioco d’avventura che si attiva spontaneamente, in uno spazio non preconfezionato per il gioco, può appassionare molto a lungo e intensamente un bambino.

 

Lezioni all’aperto, i bambini imparano di più e meglio

Dategli un albero, un prato, aria pulita e saranno più concentrati. L' "effetto natura" esiste e non è affatto qualcosa che distrae, anzi, può aiutare gli studenti a concentrarsi di più e a rendere meglio a scuola. A sostenerlo uno  studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology. Un gruppo di ricercatori ha sperimentato le lezioni en plein air in alcune scuole del Midwest degli Stati Uniti, scoprendo che tenere lezioni con gli studenti all'aria aperta può influire positivamente sul rendimento scolastico.

 

Gli studenti sono apparsi più concentrati, coinvolti e precisi nello svolgimento dei compiti. Questo perché i bambini sono esploratori innati, e perché le lezioni all’aperto coinvolgono tutti i sensi. Ogni bimbo ha capacità percettive straordinarie. La scuola dovrebbe fargliele sperimentare, per consentirgli di svilupparle al meglio.

 scuola aperto apprendimento

 



 Organic Robinia: la linea dallo stile 100% naturale.

 

Da oltre 45 anni KOMPAN dimostra un impegno costante nel seguire la crescita e l’apprendimento del bambino attraverso il gioco. Le nostre soluzioni permettono al bambino di sperimentare il gioco in tutte le sue parti, offrendo allo stesso tempo opportunità di apprendimento.

Mettere la natura in gioco. Questa l’idea alla base di KOMPAN Robinia che rappresenta un nuovo modo di progettare un parco giochi. Adottando un approccio unico e olistico nella progettazione di aree gioco, stimoliamo l’interesse dei bambini per la natura. I nostri competenti esperti del gioco poi, incorporano le caratteristiche naturali già esistenti nell’area – come un ruscello, alberi, una piccola collina – nel progetto finale. Il risultato è un’area giochi divertente, smart, e stimolante per i bambini che potranno trasformare il loro parco giochi in quello che vorranno – anche in una piccola jungla urbana!

Capture45Capture456

 

I materiali e l’aspetto completamente naturale rendono la Robinia la soluzione ideale per parchi e per tutte quelle aree dotate di un look completamente natural. Ma si adatta ugualmente anche agli ambienti urbani, dove si può creare una magica foresta anche in città.

 Guarda il video e scopri di più sulla linea Organic Robinia: